La bellezza antica della Piada nelle parole
di Giovanni Pascoli

Poesia “La Piada” di Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli

Nato nel 1855 a San Mauro di Romagna, il poeta fin dalla tenera età si è trovato a dover affrontare diverse difficoltà. Alla sola età di dodici anni perde il padre e con esso la tranquillità economica di cui l’intera famiglia godeva, mentre nei successivi sette anni perde la madre e tre tra i suoi fratelli e sorelle.

Nonostante la difficile infanzia, Giovanni Pascoli è riuscito presto a dividersi tra gli studi, i trasferimenti da una città all’altra, i legami con la famiglia e la tradizione.

Per la sua terra egli, infatti, ha sempre nutrito un immenso attaccamento, tanto da diventare una grande fonte d’ispirazione nella sua poetica. Di cui ne vediamo un buono esempio.

La Piada

Di seguito vi riportiamo l’estratto IV da “La Piada” di Giovanni Pascoli.

Il mio povero mucchio arde e già brilla:
pian piano appoggio su due mattoni il nero testo di porosa argilla.

Maria, nel fiore infondi l’acqua e poni il sale; dono di te, Dio;
ma pensa! l’uomo mi vende ciò che tu ci doni.

Tu n’empi i mari, e l’uomo lo dispensa nella bilancia tremula:
le ande tu ne condisci, e manca sulla mensa.

Ma tu, Maria, con le tue mani blande domi la pasta e poi l’allarghi e spiani;
ed ecco è liscia come un foglio, e grande come la luna;

e sulle aperte mani tu me l’arrechi,
e me l’adagi molle sul testo caldo, e quindi t’allontani.

Io, la giro, e le attizzo con le molle il fuoco sotto,
fin che stride invasa dal calor mite, e si rigonfia in bolle:
e l’odore del pane empie la casa.

Come fare la piada

Cosa serve

  • farina 00
  • acqua (tiepida)
  • olio (più sano dello strutto)
  • bicarbonato (un pizzico)
  • sale (quanto basta)

Strumenti da lavoro

Per tutte le curiosità e le quantità esatte degli ingredienti e per il procedimento tradizionale, vi affidiamo al sito SEI DI RIMINI SE, che ringraziamo.

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