30 a novembre con aprile, giugno e settembre, di 28 ce n’é uno, tutti gli altri son 31!

Il rimedio indubbiamente più efficace per ricordare quanti giorni sono contenuti in un mese è fissato all’interno della vivace filastrocca, insegnataci dalle nostre mamme o maestre, quando ancora non ne conoscevamo pienamente il significato.

Tuttavia, dallo stato di totale assimilazione di qualsiasi informazione al domandarsi per quale motivo ci fosse quel 28 e di quale mese si trattasse, il passo è breve.

Segue una di quelle spiegazioni più o meno efficaci e più o meno corrette che, probabilmente, verrà dimenticata da lì a poco oppure riposta in uno dei cassetti della nostra mente, come materiale interessante ma non così all’ordine del giorno.


Andando a fondo nella storia, abbiamo scoperto moltissimi racconti caratterizzati da divertenti errori, riguardo calendari giorni mensili. Ne ripercorriamo i più salienti.

 

Si tratta di una spiegazione che affonda le sue radici ai tempi degli antichi romani, in cui l’anno civile durava 304 giorni ed era diviso in 10 mesi. Alla venuta di Numa Pompilio -in modo affrettato- l’anno fu portato alla durata lunare di 355 giorni e vennero aggiunti i mesi di gennaio e febbraio.

Tuttavia il cambiamento portò allo slittamento tra l’ordine delle stagioni e il nuovo calendario civile in uso, non corrispondente a quello solare appunto (365 giorni e mezzo). Problematica che perdurò fino all’ultimus annus confusionis (ultimo anno di confusione) quando Giulio Cesare aggiunse ai 355 altri 10 giorni -raggiungendo i 365- e 1 giorno in più ogni 4 anni, per compensare quel mezzo dì in più dell’anno solare.

La storia potrebbe fermarsi qui, se non fosse che, dopo Cesare, si tornò a confusioni e slittamenti tra calendari civili e anno solare. Fortunatamente il lieto fine fu concesso da papa Gregorio XIII con l’attuale calendario gregoriano. 

Nel calendario gregoriano il giorno in più viene aggiunto solo gli anni divisibili per 4 e non terminanti con doppio zero a meno che non siano divisibile per 400.

Perché l’emisfero? In realtà molte tra le confusioni, riguardo i mesi di gennaio e febbraio, sono dovute proprio al fatto che non si sapesse dell’esistenza dell’emisfero australe. Cosa buona e giusta dato che i romani non raggiunsero mai l’Equatore!