Medicina narrativa: “La ruggine non dorme mai”

Un testo sulle dipendenze con protagonisti i pazienti

 

Il libro di Medicina narrativa: La ruggine non dorme mai, di Fabio Lugoboni e Renzo Segala è un testo sulle dipendenze, di ogni tipo, anche sulle sostanze lecite, i cui protagonisti sono i pazienti.

 

Riportiamo di seguito il prologo

Un uomo anziano e sua figlia sono da poco scesi a Kos da un traghetto proveniente dall’isola di Lipsi, dove hanno trascorso una breve vacanza. Hanno qualche ora da attendere prima di recarsi all’aeroporto. Sono seduti al tavolino di una taverna all’ombra di un grande platano millenario davanti a due bicchieri di caffè frappé. Il furioso vento estivo greco è momentaneamente calato e fa molto caldo. Il vecchio, vestito di lino bianco, è seduto a gambe larghe. Alternativamente con una mano si terge il sudore con un fazzoletto e con l’altra si fa aria sventolando il suo panama. La donna è vestita in modo apparentemente casual, ma i colori vivaci dell’abito denotano un’attenta scelta di armonia cromatica. È completamente assorta su una cartolina appena comprata al negozietto di souvenir accanto e nelle pause riflessive della scrittura mordicchia leggermente la penna ricordando una ragazzina alle prese con un compito in classe.

“Nel 2014 scrivi ancora le cartoline, Monica?”.
“No papà, quasi mai, ma questa è un’occasione particolare”.

Il padre la guarda con aria interrogativa e lei dopo qualche istante prosegue:

“È il giuramento di Ippocrate, questa è la sua isola; dicono che questo platano risalga ai suoi tempi. La voglio spedire a un mio nuovo collega, sono sicuro che gradirà il pensiero”.
“Ai miei tempi aveva una grande importanza; era obbligatorio all’inizio della professione”.
“Spesso più nella forma che nella sostanza”, replica la donna continuando a scrivere senza alzare lo sguardo.

Il vecchio non gradisce e cambia discorso:
“A che ora abbiamo l’aereo per Bologna?”.

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