LA QUALITÀ DELLA VITA:
evoluzione del concetto di Giuseppe Velardi

Il concetto di Qualità della vita secondo Giuseppe Velardi

L’evoluzione e spiegazione della Qualità di Vita

“Date a un uomo tutto ciò che desidera e ciò nondimeno, proprio in questo istante,egli sentirà che tutto non è tutto.” (Immanuel Kant)

Il Concetto di Qualità della Vita non ha avuto un grande spazio nella letteratura, fino alla Rivoluzione Industriale, come ci spiega Giuseppe Velardi.

Le prime spiegazioni risalgono alla prima metà dell’Ottocento e sono legate allo sviluppo della questione operaia.
In quel periodo infatti, si andava diffondendo sempre di più la consapevolezza della condizione socio-economica in cui vivevano gli operai.

Ed è proprio a quel periodo che risalgono i primi studi sulle condizione umane ed urbane.

Di seguito vi riportiamo i punti salienti dallo scritto di Giuseppe Velardi.

“La consapevolezza che il benessere e lo sviluppo sociale non possano essere il risultato tout court della crescita economica e del livello di crescita del Pil è d’altronde anche evidenziata dagli studi condotti fin dagli anni ’50 da psicologi e sociologi negli Stati Uniti,
nonché da considerazioni critiche degli stessi economisti.
Con l’aumento, a partire dagli anni ’60, del divario tra paesi ricchi e paesi poveri e con la presa di coscienza dell’inquinamento dell’ambiente e delle “malattie da benessere” la solidità del paradigma della crescita inizia a incrinarsi anche nell’opinione pubblica,
che prende lentamente coscienza delle diseconomie prodotte dai guasti del progresso.”

E ancora, il Concetto di Qualità di Vita in Italia:

“Le ricerche sulla qualità della vita in Italia hanno avuto forte impulso a partire dagli anni ottanta.
Molti di questi lavori sono sviluppati da associazioni, giornali, istituti di ricerca o comunque soggetti privati, mentre il soggetto pubblico, nelle sue più svariate forme, solo di recente si è interessato di queste tematiche.

La classifica de “Il Sole 24 Ore”, fin dalla metà degli anni ’80, compara la qualità della vita nelle province attraverso un indice che è la media, non ponderata, degli indici di sei aree tematiche.
Mentre queste ultime rimangono invariate, gli indicatori possono essere modificati o sostituiti di anno in anno.”