La cura per l’ipertensione si sceglie con un algoritmo

In Italia l’ipertensione riguarda quattro italiani su dieci: di questi, più della metà non prende i farmaci con continuità, mettendo quindi a repentaglio l’efficacia della cura. I rischi di una terapia sbagliata possono essere infarto ed ictus: per questo è necessario trovare la cura e lo stile di vita più indicati per ogni paziente.
Recentemente è stato presentato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) un algoritmo per individuare in ogni paziente che soffre di ipertensione la strategia terapeutica più utile ed efficace.
Luca Pani, direttore generale di AIFA, ha spiegato: «Non si tratta di linee guida né di note limitative, ma di un servizio aperto a tutti e suscettibile di ulteriore perfezionamento, qualora emergessero nuove evidenze scientifiche. È uno schema che traduce il percorso logico da compiere di fronte a un paziente iperteso, prima di definire la terapia più appropriata al caso specifico».

L’algoritmo prende in esame un questionario che viene compilato dal paziente insieme al medico, che tiene conto di tutti i parametri della persona presa in esame, tra cui età, altri fattori di rischio cardiovascolari, malattie concomitanti, diabete, ecc…

Il farmaco non è sempre la scelta ottimale: nella maggior parte dei casi l’adozione di comportamenti corretti rappresenta la prima soluzione che il clinico tenderà a suggerire.

«Limitare o attenuare il ricorso alle terapie farmacologiche grazie a stili di vita corretti e usare i medicinali, laddove necessario, nel modo più appropriato: sono queste le due tendenze principali che emergono dall’analisi dell’algoritmo – ha affermato Sergio Pecorelli, presidente AIFA -. Tenere sotto controllo la pressione significa prevenire eventi cardiovascolari gravi ma soprattutto avere una qualità di vita migliore, per vivere più a lungo trascorrendo per quanto possibile in salute l’intero arco della vita».

L’algoritmo rappresenta prima di tutto un aumento di consapevolezza del paziente, che può intervenire sul proprio stile di vita e in casi più gravi individuare la migliore cura.
Gli stili di vita sono il pilastro fondamentale su cui si basano tutte le strategie terapeutiche: comprenderlo è essenziale per i pazienti. Così, sottoporsi al questionario con l’aiuto del medico, può essere un momento di “presa di coscienza” più che utile.